giovedì, Ottobre 21, 2021

Spettacoli e Cultura

L’Orchestra Rubata di Hitler, il nuovo libro di Silvia Montemurro

Il primo romanzo che racconta la Sonderstab Musik, una squadra segreta delle SS che trafugava i più preziosi strumenti e spartiti musicali

L’ORCHESTRA RUBATA DI HITLER è il nuovo romanzo di Silvia Montemurro edito da Salani.  Se mi fossi fermata alla copertina, o meglio,  se avessi dato ascolto al mio pregiudizio nei confronti del suo titolo (che a primo acchito ho trovato  fortemente respingente) avrei di certo commesso un grave e frettoloso errore di valutazione.

L’ORCHESTRA RUBATA DI HITLER è un libro prezioso per le cose che racconta e per come le racconta.  “Siamo tutti connessi in qualche modo” e  leggere questo libro mi ha ricordato fino a che punto possiamo esserlo.

L’autrice porta il lettore nella Berlino degli anni 40  e gli parla della Sonderstab Musik: una squadra segreta delle SS che Hitler incaricò di trafugare i più preziosi strumenti e spartiti musicali.

Il romanzo ruota attorno al coraggio di Adele ed Elsa e alla lotta per la sopravvivenza. A suggerire la strada per loro sarà la musica. Adele è una violinista di origine italiana e di fede ebraica. Elsa è tedesca, sogna di trasformare la sua passione per il violino in lavoro, ed è sposata con un ufficiale delle SS.

“Quando suono, esisto”, scrive la talentuosa violinista Adele nel suo diario. Parole che Elsa legge furtivamente ma che comprende benissimo, tanto da decidere di correre un enorme pericolo…

Il “sacro graal” dell’intera vicenda è un violino, ma non un violino qualunque: un Guarneri del Gesù, uno dei pochi esistenti. Questo strumento ha una particolarità che va ben oltre il suo valore inestimabile: fa tanto gola ad uomini convinti che basti la prepotenza per appropriarsene ma è solo dall’autentico talento delle donne che si lascia domare. È come se le attraesse per esaltarne il talento ed al contempo per amplificarne il coraggio,  aiutandole a fare la cosa giusta (che spesso di rivela anche la più rischiosa) a  ribellarsi, ad aggrapparsi alla musica ( o a tenerla ben nascosta nella testa) per sentirsi ancora vive e per provare a salvarsi dall’orrore della guerra, dalla dilagante disumanità di Hitler e di chi gli obbediva ciecamente.

L’orgoglio, il risentimento, l’ego, la paura, la sete di potere, la smania di trasgredire o di compiacere, innescano rovinosi meccanismi (quasi sempre irreversibili) nella vita dei personaggi.

È una storia di solitudini, di “motivazioni diverse, stessi sentimenti”, di insensate atrocità, di promesse da mantenere ad ogni costo, di tradimenti spietati ma anche di amicizia e profonda lealtà  e, a tratti, di limpido amore incondizionato.

È luce che si rivela potente dove la logica mai vorrebbe che ti addentrassi ma il cuore è pronto ad accompagnarti.

È più di un semplice romanzo: è un romanzo scritto davvero bene e che ti scava dentro per fare spazio a una rinnovata consapevolezza.

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